“Pronto? È il Miur?”

Il 26 maggio il Miur ha emanato un parere per affrontare il problema dei tirocini delle scuole di specializzazione, sospesi per l’emergenza Covid. La soluzione proposta dal Miur (disponibile qui) è problematica e poco realistica, gli allievi delle scuole sono stati impossibilitati persino a iniziare il percorso di tirocinio. Da parte nostra, come già fatto, rilanciamo la proposta avanzata dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia assieme alla consulta delle scuole di specializzazione lombarde (disponibile qui). Gli Ordini sono ovviamente tenuti a sostenere le scuole di specializzazione e i loro iscritti che risultano danneggiati dalla difficile situazione attuale a meno che non si trovi una ragionevole ed equa soluzione. L’espletamento del tirocinio è infatti condizione necessaria per il proseguimento del corso di studi.
Abbiamo avuto modo di segnalare nei giorni scorsi la latitanza dell’Ordine del Lazio rispetto alla questione. La cosa buffa, ma soprattutto allarmante, è che a parere Miur già emanato – e con il nostro post di denuncia sul disinteresse da parte di OP Lazio già pubblicato (link) – Federico Conte, presidente di OP Lazio, fa un post su Facebook in cui informa che egli già da un paio di settimane aveva sollecitato il Miur sulla questione tirocini, facendoci intendere che a seguito del suo intervento finalmente il Miur si è dato da fare. Eppure abbiamo visto quanto sia irrealizzabile la proposta Miur. Poiché nel post di OP Lazio si ripete il parere del Miur senza alcuna nota critica, questo ci fa capire che OP Lazio di questa vicenda non ha la minima contezza. Ma allora il dottor Conte che avrebbe chiesto al Miur sui tirocini professionalizzanti? Di questa sollecitazione peraltro non c’è traccia visibile, come non c’è traccia, ripetiamo, di alcun interessamento da parte di OP Lazio sul problema. Dunque, che il dottor Conte voglia convincerci di una sua sollecitazione al Miur che sia servita nientemeno che a sbloccare la stasi sulla questione dei tirocini delle scuole di specializzazione, fa sorridere. Piuttosto, è il disinteresse mostrato finora da OP Lazio che inquieta.
O tempora, o mores.
Proliferano, d’altra parte, proposte formative post-lauream che si stanno facendo strada nel mercato degli psicologi. Si tratta di proposte culturalmente antagoniste alla formazione specialistica e in generale alla formazione che richiede competenza, impegno, pensiero, e dove il tempo è una variabile cruciale per ogni apprendimento complesso. Si tratta di proposte fondate sull’illusione del sapere facile a buon mercato, i corsi e corsetti brevi, magari in forma di webinar da cuocere e mangiare, dallo spirito ambiziosamente pragmatico ma che significano tecniche senza teoria, che non richiedono un particolare impegno da parte del formando, focalizzati su singoli problemi e che danno l’abbaglio di padroneggiare situazioni. Che inevitabilmente si riveleranno fallimentari di fronte alla domanda del cliente.
La nostra posizione sulla formazione e sul sapere psicologico è semplice e senza compromessi: la psicologia è una disciplina complessa perché il mondo sociale e relazionale è complesso, e tutte le semplificazioni sono specchietti per le allodole che arricchiscono alcuni ma indeboliscono il ruolo sociale degli psicologi, impoverendoli culturalmente e materialmente.

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