LA PSICOLOGIA NEI SISTEMI DI CONVIVENZA

Nei contesti lavorativi del terzo settore la professionalità della psicologia è spesso sottostimata nelle sue potenzialità, oppure sottopagata (endemica è la condizione di impiego di colleghi con inquadramento professionale non adeguato e che vengono contrattualizzati come educatori, “operatori” o altro).

Tuttavia il no profit sta vivendo un momento di crescita importante (associazionismo, cooperative, imprese sociali, …) e le competenze psicologiche sono cruciali per una corretta progettazione ed implementazione dei servizi: pensiamo al tema dell’invecchiamento della popolazione ed alla necessità di rispondere ai bisogni crescenti che ne derivano, oppure allo sviluppo di percorsi di inclusione / integrazione degni di un paese civile.

Pensiamo inoltre al proliferare delle dipendenze (con o senza sostanza), per il contrasto delle quali la preparazione psicologica è da considerarsi precipua e da includere a tutti i livelli di prevenzione, emersione, trattamento.

L’Ordine degli Psicologi a nostro avviso deve assumersi l’onere di promuovere maggiori occasioni di valorizzazione per i suoi associati nel terzo settore, curando lo sviluppo ed il mantenimento di un dialogo costante, reciprocamente arricchente, con le organizzazioni ed i coordinamenti del no profit, nonché attraverso la diffusione di buone pratiche nel settore specifico.

La co-costruzione di parametri di tutela e riconoscimento delle competenze dello Psicologo nel terzo settore non può non essere accompagnata da un più deciso impegno ad influire sulle politiche della pubblica amministrazione per ciò che riguarda la presenza delle figure professionali specifiche nella progettazione e nell’implementazione degli interventi sociali e di comunità.

Chi più degli psicologi, può offrire competenze di comunicazione, di gestione delle risorse umane, oppure di management della necessaria integrazione socio-sanitaria? Chi, se non l’Ordine degli Psicologi, può sostenere le buone prassi necessarie per lo sviluppo di partenariati competenti, pubblico – privato sociale, capaci di rispondere ai bisogni reali della cittadinanza?

Con la nostra sensibilità, abbiamo il compito di sostenere al nostro interno ed in ogni ambito sociale il rispetto, l’inclusione e la valorizzazione di ogni diversità, di ogni differenza, considerandole alla base della crescita umana e sociale.

Pierpaolo Nastasia

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