LA VALORIZZAZIONE E L’ACCREDITAMENTO DELLA PSICOLOGIA GIURIDICA E FORENSE

Lo Psicologo Giuridico è un professionista che possiede competenze specifiche ed elevate e che può ricoprire ruoli diversi. Viene infatti chiamato a prestare il suo contributo come esperto in vari ambiti: penale, civile, minorile, ma anche amministrativo ed ecclesiastico, con funzioni e incarichi che ovviamente cambiano a seconda del settore in cui presta il suo operato.
Pur essendo tantissimi gli sbocchi professionali possibili, non tutti vengono tutelati nello stesso modo e non tutti sono conosciuti e riconosciuti. Solo per fare capire le potenzialità e l’importanza di questo importante ambito lavorativo, si ritiene importante citarne alcuni. Spesso quando si pensa allo Psicologo Giuridico, si pensa quasi esclusivamente al CTU e Perito del Tribunale e di Parte. In realtà le opportunità lavorative sono davvero tante e variegate.

Il professionista che opera in questo settore, può, per esempio, fare consulenze e perizie per il tribunale ecclesiastico nei processi canonici di nullità o di dispensa del matrimonio; può effettuare consulenza psicologica per il dibattimento e presso i Tribunali per Minorenni e quelli di Sorveglianza; può fare assessment e diagnosi della personalità dell’imputato per la valutazione della capacità di intendere e volere, della pericolosità sociale e delle misure di sicurezza.; può fare assessment e consulenza per persone ad alto rischio di aggressività sociale, nelle comunità, nei contesti di correzione; può prestare la sua professionalità dando il suo prezioso contributo nelle situazioni di stalking e mobbing; può fare valutazione dell’idoneità e dell’attendibilità della testimonianza, sia per gli adulti che per i minori; può valutare le capacità genitoriali e l’idoneità nelle situazioni di adozioni e affidamenti; e ancora, può fare consulenza psicologica e vigilanza nelle situazioni di affidamento pre-adottivo, affidamento a Istituzioni e affidamento familiare. Ma può avere anche un ruolo di estremo rilievo nelle valutazioni dello stato psicologico della persona nei casi di interdizione e inabilitazione, di proposta di amministrazione di sostegno, di richiesta di cambio di genere sessuale, ecc. Nelle valutazioni psicodiagnostiche per finalità pensionistiche; nell’idoneità al porto d’armi e nelle valutazioni del danno psichico. Senza considerare poi l’ambito carcerario.

Si rende quindi necessario, da un lato, affrontare le numerose criticità che purtroppo tuttora esistono negli ambiti di lavoro più battuti (CTU e Perizie), e al contempo, promuovere gli altri settori di lavoro che necessitano di diffusione soprattutto tenendo conto che ormai la professione di Psicologo è stata riconosciuta come sanitaria.
Al fine di poter rendere più agevole il lavoro dello Psicologo Giuridico, riteniamo opportuno e utile coinvolgere i Colleghi che operano in questo settore e soprattutto, attivare un confronto con le rappresentanze delle diverse province.
C’è tanto da fare per poter sviluppare buone prassi e incentivare nuove prospettive di lavoro per il Professionista Giuridico. Crediamo nel confronto e nel valore aggiunto dato dai Colleghi che realmente lavorano in questo contesto. Occorre risolvere anche i problemi di chi lavora nelle province e non dando spazio solo a Roma.

Sono tantissime le iniziative che si rendono necessarie a favore della professione. E’ essenziale attivare tavoli di lavoro interistituzionali con l’Ordine degli Avvocati e con la Magistratura per affrontare le tante criticità presenti. Ad oggi esistono ancora enormi diversità di procedure, prassi e compensi. Perché un CTU romano prende un acconto di 2000 Euro mentre un CTU di Latina o Tivoli o Velletri, ne prende un quarto? Non hanno tutti le stesse competenze e professionalità? E’ necessario far sì che anche i colleghi delle altre province vengano tutelati.

Per far questo occorre attivare un dialogo tra i Professionisti Giuridici e rilevare bisogni, punti di forza e criticità, programmare degli incontri strutturati necessari a poter rilevare criticità e feedback, condividere i percorsi metodologici e le esperienze sul campo, sviluppare e diffondere buone prassi, ma anche rivedere i criteri di accesso agli albi dei CTU e dei Periti dei Tribunali. Occorrono percorsi di studio differenziati e specifici a seconda dell’ambito di lavoro.

Elisa Caponetti

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