Il valore della solidarietà ai tempi del Covid

La grave emergenza ha evidenziato lacune strutturali del sistema Paese a partire dall’organizzazione del nostro SSN, poco preparato a rispondere agli urti dell’ondata pandemica. 

L’emergenza ha portato in superficie politiche storicamente inadeguate che, oltre alla sanità, riguardano argomenti come il lavoro, l’assistenza agli anziani – sono anni che il tema dell’invecchiamento reclama attenzione – e in generale il sostegno e la tutela dei soggetti più fragili.

In contesti emergenziali si evidenzia con forza l’importanza del senso di comunità che pone l’individuo nella dimensione del sentirsi parte attiva di un processo, l’appartenenza comune genera una risposta collettiva e trasversale al disastro. Ognuno sente di poter fare qualcosa per rispondere al bisogno collettivo, aiutando chi non ha voce per chiedere aiuto o chi è in difficoltà e non trova risposte da parte delle istituzioni. La solidarietà si comporta dunque come uno straordinario argine alla crisi, dà linfa e vigore alla risposta della comunità mobilitando energie, conoscenze, competenze, reti; non sostituisce gli obblighi ed i doveri delle Istituzioni e degli Enti pubblici preposti a garantire il diritto costituzionale alla salute – fisica e psicologica – ma rappresenta una cerniera insostituibile riducendo i danni dovuti a possibili vuoti e ritardi delle risposte istituzionali. 

Azione solidale e senso di comunità esprimono due facce della stessa medaglia e costituiscono ingredienti fondamentali per sostenere la resilienza individuale e collettiva. 

In questi mesi abbiamo assistito a gare di solidarietà, sono state attivate numerose raccolte fondi per la sanità pubblica per dotare di strumenti necessari le rianimazioni sovraffollate degli ospedali; volontari medici e infermieri provenienti dalle regioni meno colpite sono partiti a supporto dei territori del Nord Italia, così come il personale sanitario di numerosi Paesi con team internazionali da Albania, Cina, Cuba, Russia, Stati Uniti, Ucraina.

C’è chi si è speso per aiutare concretamente gli anziani consegnando gratuitamente spesa e medicine, chi ha organizzato servizi di trasporto per le persone con gravi patologie mediche, chi si è impegnato per supportare sportelli antiviolenza, azioni di segretariato sociale, sportelli di consulenza legale e professionale.

Tanti psicologi e psicoterapeuti, su base volontaria, hanno messo a disposizione una parte del proprio tempo e della propria professionalità per garantire a titolo gratuito supporto psicologico a chi ne ha bisogno, mostrando senso di comunità e capacità di interpretazione del contesto.

Una comunità solidale funziona da contenitore in cui è possibile accogliere e rendere pensabile il dolore. A partire da questi presupposti, propri di una difesa sana, è possibile generare gli anticorpi necessari a rispondere alle criticità future e porre le basi per risollevarsi e riorganizzarsi con rinnovate energie e prospettive, sfruttando il potenziale evolutivo insito in ogni crisi. 

La nostra professione può dare un importante contributo all’analisi del contesto – favorendo processi di pensiero sugli aspetti critici emersi dalla pandemia – e all’individuazione di nuove prospettive di sviluppo, innovative, basate su nuove connessioni e nuove sinergie.

Lascia un commento