ENPAP GAME

Giugno è iniziato. Le possibilità di spostamento aumentano, i contagi calano, la primavera sta lentamente lasciando il posto all’estate. Eppure c’è qualcosa che ancora non va, nonostante la lenta, tanto aspettata, ripresa. Stiamo parlando di ENPAP e dei 600 euro di contributo per gli iscritti che ad oggi, siamo in giugno, lo ripetiamo, ancora devono arrivare. Stiamo parlando, nello specifico, del contributo annunciato nell’ultimo decreto per i mesi di aprile e di maggio (i 600 euro per il mese di marzo, a nostro parere insufficienti, dovrebbero essere lentamente arrivati a tutti i colleghi che ne hanno fatto domanda).

In questi mesi i dirigenti ENPAP hanno subito grandi pressioni dagli iscritti in difficoltà. Ci hanno detto che stavano facendo tutto il possibile, che dovevamo sopportare gli alti e bassi del Governo, di non intasare le mail che altrimenti non ci capiscono nulla, poverini. Per un po’ ci abbiamo anche creduto, e abbiamo deciso di non infierire più di tanto e di concentrarci su altre iniziative. Dopotutto cosa potevano fare di più?

Poi però è arrivata ENPAM e ha cambiato le carte in tavola. ENPAM, l’Ente nazionale di Previdenza e Assistenza Medici, lo scorso marzo ha deciso di fare di testa propria e ha dato ad ognuno dei suoi iscritti ben 1.000 euro (mille, si) in tempi brevi e senza particolari problemi. Gli unici requisiti erano essere liberi professionisti e avere un fatturato al di sotto dei 40.000 euro. I soldi sono stati anticipati dall’Ente, senza bisogno di attendere le lente tempistiche statali. Sarà stata un’iniziativa solo per il mese di marzo, direte voi. Lo pensavamo anche noi, vi diciamo la verità. E invece ENPAM in questi giorni ci ha sorpreso di nuovo, annunciando che erogherà i 1.000 euro anche per i mesi di aprile e maggio senza alcun problema.

La domanda allora è sorta spontanea: se può farlo ENPAM, allora può farlo anche ENPAP?
E se può farlo perché non lo fa? Perché i medici sì e gli psicologi no? È per rispondere a questo quesito che vi presentiamo oggi ENPAP GAME, il gioco che ci permetterà di capire cosa sta succedendo in modo logico ma anche divertente! Seguite le frecce, poi andate alla fine della pagina per leggere le risposte con il numero corrispondente. Buon divertimento!

NUMERO 1: ENPAP non può fare come ha fatto ENPAM.
Forse il problema è semplicemente che questa cosa non si può fare. Ma allora perché ENPAM l’ha fatto? Non conosciamo la risposta, ma possibile che i dirigenti del nostro ente previdenziale non si siano informati a riguardo? Sono passati 3 mesi, e l’unica conclusione possibile sembra essere che non siano capaci…

NUMERO 2: ENPAP può fare come ENPAM, ma non ci ha pensato.
Semplice. Non penso farete fatica a concordare con noi che, nel caso in cui questo fosse vero, allora l’attuale dirigenza farebbe meglio a non presentarsi alle elezioni che si stanno avvicinando…

NUMERO 3: ENPAP può fare come ENPAP, ci ha pensato, ma non c’erano i soldi.
Ma come no!? E allora dove sono finiti tutti i soldi che ogni anno circa 50.000 psicologi iscritti versano nelle casse di ENPAP? Sono forse stati fatti cattivi investimenti? Se fosse così sarebbe un disastro, oltre che una vergogna…

NUMERO 4: ENPAP può fare come ENPAM, ci ha pensato, i soldi ci sono.
Arrivati a questo punto l’unica conclusione possibile è che ENPAP non ha voluto dare 1000 euro ai colleghi in difficoltà. Forse hanno fatto delle considerazioni sbagliate, come pensare che la quarantena sarebbe durata meno. Forse non c’era la volontà politica e la possibilità è semplicemente sfumata. O forse, impegnati com’erano a cancellare i commenti contrari sulla loro pagina Facebook, non si sono resi conto del completo disastro causato dal lockdown e delle crescenti difficoltà che i colleghi hanno affrontato in questi tre mesi.

NUMERO 5: Una nota a conclusione del gioco, che secondo noi accomuna tutte le ipotesi fatte sopra: comunque sia andata, in questi mesi ENPAP ha affrontato il problema della quarantena in modo assolutamente inadeguato, facendo tutto fuorché l’interesse dei colleghi iscritti. Lo hanno dimostrato le lamentele inascoltate dei colleghi negli scorsi mesi, i commenti aggressivi e spocchiosi in risposta agli stessi colleghi che cercavano informazioni in preda all’incertezza, la richiesta ingiustificabile di non scrivere mail, lo scaricabarile col Governo nazionale.
Tutto questo avrà delle conseguenze quando gli psicologi saranno chiamati a votare per il rinnovo della dirigenza.
Dopotutto, manca meno di un anno.

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